+39 327 73.51.415   |   alessandra.pistillo@gmail.com
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Chi ha paura del cambiamento?

Le mie riflessioni su benessere aziendale e benessere personale

Il benessere aziendale è il riflesso del benessere delle persone che lavorano per un’organizzazione. Il benessere personale è il prodotto di un processo di presa di coscienza, mescolato ad un atto di volontà: quello di lasciare ciò che non serve più, per acquisire la capacità di procedere oltre. 

Il cambiamento

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Molti credono che cambiare sia difficile, doloroso e lungo. Il cambiamento in sé non è nessuna di queste cose. Il problema è il tempo che sprechiamo a opporci ad esso e temerlo. Per esempio, baciare per la prima volta qualcuno è un cambiamento, ma dubito che sia spiacevole! Quando stiamo male soffriamo perché crediamo che sarà sempre così. Poi quando le cose cambiano (e accade sempre) e viviamo di nuovo momenti stupendi iniziamo a temere di perdere quello che abbiamo. E ci alleniamo così ad avere paura del futuro.

Allora, tanto per cominciare Donna Moderna spacca. Le serate che passo a leggerla in genere producono un sacco di idee. Questo post, ad esempio, nasce dalla riflessione sul trafiletto appena riportato, che cito dal numero del 12 giugno 2013 intitolato “Il cambiamento è un nuovo inizio”, scritto da Chiara Grandin.

Ho sempre pensato al cambiamento come un qualcosa di traumatico, in effetti. Da un momento all’altro, bum, succede qualcosa che cambia la situazione che stai vivendo, in meglio o in peggio. Forse sarà che mi è successo più volte, nella mia vita, di imbattermi in “colpi di scena” pazzeschi e improvvisi, nel bene e nel male, e magari è per questo che ho sempre visto il cambiamento come un qualcosa di sconvolgente. E quindi, come una cosa da temere. Se pensate che una simile idea della vita produca ansia, avete completamente ragione.

Per fortuna che le cose cambiano (!) e quindi è cambiata anche la mia stessa idea di cambiamento. Finalmente anche io ho avuto modo di sperimentare cosa significhi vivere consapevolmente una fase di transizione. Lenta, tranquilla, silenziosa. Nulla di improvviso, nessun colpo di scena. Un gradino dopo l’altro. Ed ecco che mi ritrovo spettatrice e attrice di un’evoluzione di me stessa che mi ha portato ad essere quella che sono oggi, in questo esatto presente. Pronta ad evolversi già nell’attimo in cui i tasti consumeranno le parole che sto scrivendo. Immobilizzandole, almeno loro.

Se ho ancora paura che le cose cambino? No, non più. La mia amica Giulietta diceva sempre: “Tutto passa, tutto cade, tutto si lascia”. Solo ora capisco cosa intendeva. Il cambiamento è evoluzione, non ha alcun senso temerlo o opporsi ad esso. Averne paura è come temere la vita stessa, che è moto perpetuo. Ci sono diversi tipi di cambiamento: sì, esistono i colpi di scena, ma per fortuna esistono anche i cambiamenti graduali, che non si fanno temere e sono capaci di apportare evoluzioni altrettanto importanti nella vita di ognuno di noi. “I veri cambiamenti sono lenti e silenziosi”. Una frase letta qualcosa come otto o nove mesi fa, che però mi è sempre rimasta impressa, proprio perché allora non avevo preso in considerazione di vederla così e mi suonava un sacco strana.

Così, da testimone che ci è già passata, lascio un messaggio rassicurante per tutti coloro che hanno un po’ paura del cambiamento, sia perché temono che una brutta situazione non passi mai, sia perché temono di perdere in qualche modo una cosa bella che stanno vivendo. Raccolgo direttamente il mantra suggerito da Chiara Grandin e ve lo giro: “Ripeti dentro di te: anche questo passerà. E invece di nutrire la paura che le cose peggiorino, apriti all’idea che evolvano in qualcosa di avventuroso”. Solo ricordandoci questo possiamo renderci conto davvero di quanto sia prezioso il nostro presente. Viviamolo quindi, e quel che sarà, sarà.

Ci piace, viverla così.

 

Sono Alessandra Pistillo, esperta di comunicazione empatica e copywriter. Collaboro con professionisti del benessere organizzativo per supportare la consapevolezza e l’immagine delle imprese con progetti di comunicazione interna ed esterna.

La nostra formula: ascolto attivo + storytelling. La nostra cornice di lavoro, la Teoria U del Massachusetts Institute of Technology.

Il mio sogno per il futuro è lavorare, comunicare e vivere bene. Mettere l’empatia nelle mani delle persone e creare con loro narrazioni autentiche, al servizio del bene comune.

Qual è il tuo sogno?

DIMMI DI TE!

4 Responses
  1. Come dice Julia in Eat, Pray, Love, I’ve been there. Il cambiamento spaventa, soprattutto se lo confrontiamo con il nostro amato concetto di routine – rituale di qualche post fa.
    Ma è proprio il cambiamento che porta a scoprire nuovi rituali che poi ci rendono più forti, diversi ma sempre noi.