+39 327 73.51.415   |   alessandra.pistillo@gmail.com
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Ascolta te stesso… e i tuoi clienti

Le mie riflessioni su benessere aziendale e benessere personale

Il benessere aziendale è il riflesso del benessere delle persone che lavorano per un’organizzazione. Il benessere personale è il prodotto di un processo di presa di coscienza, mescolato ad un atto di volontà: quello di lasciare ciò che non serve più, per acquisire la capacità di procedere oltre. 

Ascolta

Ma quanto dura questa estate?! “Firenze fa buca” – si dice – e con 35 gradi scappo al mare appena posso. Sarà che il mare mi ha sempre fatto un certo effetto, sarà che mi sono cacciata in un periodo riflessivo; fatto è che questa lunga estate torrida è un buon momento per stare in ascolto.

Ascoltare cosa? Eccola che ricomincia con i “suoi” strani discorsi…

Calma. Daje su, non è che da una che ha come motto “Empatia e Narrazione” ti puoi aspettare che parli di ciambelle, no? Te l’ho detto, io ti parlo di psicologia della comunicazione, oltre che di comunicazione efficace; di persone, di marche e della loro identità; di emozioni, di dialogo, di lavoro. Ti parlo di persone a lavoro. E allora dai: questa copywriter di Firenze è un po’ fatta a modo suo, ormai si sa, perciò se non hai voglia di considerare modi diversi di vedere le cose, l’uscita la conosci (quella bella X rossa in alto, la vedi?). Grazie per essere stato qui.

Ma se invece ti va di restare, voglio dirti qualcosa a proposito dell’ascolto.

Ascolta te stesso

Vado a camminare nei boschi. Cammino fin quando mi va, mi fermo quando mi va. Mi siedo per terra e gioco con la mia mente. Presto attenzione al flusso dei pensieri. Li vedo arrivare nella testa; poi sento nella pancia le emozioni che provocano. Se arrivano quelle negative, o le lascio andare o me le vivo finché sono utili. Il difficile sta nel restare attenta ad ogni passo, con-centrata sul mio corpo ma anche sui rumori, gli odori e i colori della natura. Ecco, questa è una pratica per imparare l’ascolto di te stesso. Una cosa davvero bella, te lo devo dire: se vuoi vivere bene, ascoltati. La consapevolezza dei tuoi pensieri è il regalo più grande che puoi farti. Se riesci a dominare la mente puoi dirigere la tua vita dove vuoi.

Anche a lavoro?

Sì. Essere presente a te stesso ti aiuta a vedere la forza di ciò che fai. Ascoltare i tuoi clienti, invece, ti serve per capire se sono quelli “giusti per te”. Fanno al caso tuo e viceversa? Puoi rispondere alle loro aspettative? Ricorda che i clienti giusti sono quelli che hanno un bisogno in particolare: quello a cui risponde la promessa del tuo brand. Certo, non si può piacere a tutti e non ti possono piacere tutti. Ci sono quelli che ti fanno arrabbiare, che giocano al ribasso, che sminuiscono i tuoi prodotti e te ne combinano di tutti i colori. E tu? E tu incazzati pure. Non c’è nulla di male. Lamentati coi colleghi, costruisci alleanze contro qualcosa, spacca tutto. Va benissimo, è giusto lottare per sopravvivere in questa giungla dove o mangi o vieni mangiato. Ma intanto non smettere di ascoltare, perché è a te che serve. Se non altro, per capire che direzione prendere. Perché vedi, il mondo va avanti anche senza di te, è bene fare i conti con questa certezza. Dio esiste e non sei tu, quindi – tanto per cominciare – puoi tornare a rilassarti. Oppure, cambiare lavoro.

Ascolta i tuoi clienti

In questi 4 anni di attività sento di aver imparato tanto e oggi mi scappa da ridere se ripenso a quei primi post in cui osai definirmi ironicamente un’account – copywriter. Cose da giovani, ma il punto è: perché già allora asserivo una roba del genere? Perché c’è un pensiero che ha sempre guidato il mio modo di lavorare, sin dall’inizio. Questo pensiero mi diceva: Ale, ascolta i tuoi clienti. Fai tesoro della tua esperienza come account, grazie alla quale hai imparato a relazionarti e ad ascoltare. Un ascolto attivo serve non solo per costruire relazioni, ma anche brief esaustivi; i brief ben fatti, d’altra parte, servono per lavorare meglio. Quindi, cura la fase di briefing senza perdere di vista l’obiettivo; ascolta le esigenze, proponi le tue soluzioni e mettiti a lavoro con creatività.

È una questione di atteggiamento

Ascoltare i clienti non è un modo per “ingraziarsi” qualcuno o “inimicarsi” qualcun altro. Non pensare di essere meno creativo o autorevole solo perché non imponi con arroganza le tue idee; o di essere più o meno bravo di altri solo perché il tuo Ego ha dimensioni normali. Non farti sfiorare nemmeno dall’idea di copiare da altri (vuoi essere insicuro a tal punto?) e fai sempre quello che reputi giusto per te, anche a costo di fare qualche cazzata o di apparire strano. Se lavori bene, puoi anche permetterti di essere autentico, persino di essere “umano” qualche volta, senza temere di perdere la tua professionalità. 

Funziona?

Provare per credere, io intanto posso dirti la mia esperienza e darti qualche spunto. Dopo 4 anni in cui “la Pistillo si è fatta un mazzo così”, confermo che ascoltare le persone che si nascondono dietro ai clienti aiuta a lavorare bene. Ho sempre cercato di svolgere la mia professione con piacevolezza, determinazione e umiltà, e ad oggi sono contenta quando un cliente mi saluta ringraziandomi per aver capito le sue necessità e per averlo guidato verso una soluzione. Ma al di là di ciò che è capitato a me, è importante afferrare che l’ascolto non è un potere speciale riservato a pochi eletti, anzi: è un’arte che possiamo e abbiamo bisogno di imparare tutti, soprattutto in tempi come questi.A questo proposito, già nel prossimo post ti parlerò di una pratica di ascolto comprovata che arriva direttamente dal MIT (Massachusetts Institute of Technology), una delle più importanti università di ricerca del mondo.

The sound of silence

Vuoi esercitarti all’ascolto, anche sul lavoro? Oltre le parole, ci sono molte sfaccettature che puoi cogliere quando incontri le persone (dal vivo o anche in videoconferenza): prova a osservare il tono della loro voce, ad esempio, oppure il modo in cui abitano lo spazio e lo condividono. Mostrano un atteggiamento di apertura o chiusura? Disinvolto o impostato? Un altro aspetto interessante che puoi cogliere è il silenzioGli attimi di silenzio possono essere tanto imbarazzanti quanto preziosi; come dice Emilio Galli Zugaronel suo manuale “La Leadership comunicativa”, se superiamo i pregiudizi sullo stare qualche attimo zitti insieme, forse potremo scoprire che “il valore più alto del silenzio è portare a costruire fiducia”. Solo se la smettiamo di avere “paura” del silenzio, possiamo usarlo per ascoltare davvero chi abbiamo davanti. Quindi, quando guardi in faccia la gente – magari – anziché iniziare a batterti le tempie, o a sproloquiare, o (peggio) a tirartela senza motivo, prova ad applicare la prima regola del buon ascolto secondo Anne Scoular: “Fase 1: TACI!”.

La fase 2 mi permetto di rivisitarla io: “Goditela, se puoi”. Anche il lavoro, a volte, può e deve essere piacevole, altrimenti spariamoci tutti allegramente in un ginocchio. La vita è un percorso continuo e l’ascolto è scambio, relazione, opportunità. Vogliamo coglierle? Meglio restare con la mente e le orecchie aperte.

Sono Alessandra Pistillo, esperta di comunicazione empatica e copywriter. Collaboro con professionisti del benessere organizzativo per supportare la consapevolezza e l’immagine delle imprese con progetti di comunicazione interna ed esterna.

La nostra formula: ascolto attivo + storytelling. La nostra cornice di lavoro, la Teoria U del Massachusetts Institute of Technology.

Il mio sogno per il futuro è lavorare, comunicare e vivere bene. Mettere l’empatia nelle mani delle persone e creare con loro narrazioni autentiche, al servizio del bene comune.

Qual è il tuo sogno?

DIMMI DI TE!

1 Response
  1. Consuelo

    Bellissimo articolo Ale ….
    La pratica dell’ascolto sembra sottovalutata e dimenticata oggi….
    Così come il silenzio; personalmente credo invece che quest’ultimo sia rivelatore…
    Grazie Ale