Ed è ancora settembre

Mare. Quest’estate ho visto tanto mare, ho fatto il pieno di blu. Mentre lo salutavo, infinite volte (sì perché il mare va salutato e ringraziato, perché ci rigenera) pensavo che avrei voluto portarmelo in tasca, tutto questo blu, per tirarlo fuori d’inverno, all’occorrenza. Perché tanto lo sapevo che una volta tornata a casa e acceso il Pc tutto questo sole e questo sale sarebbero sembrati ricordi lontanissimi.

Sono passate solo due settimane da quando sono tornata, ma le immagini di quest’estate ormai si sono già cristallizzate nella mia mente come se non fossero mai successe, ma solo sognate: il mio respiro mentre nuoto, le capriole in acqua, le risate sulla sabbia, le passeggiate con i cani, il vino al tramonto, la meditazione a picco sul mare, la focaccia ligure, un libro, le stelle in silenzio.

Settembre, si sa, è il vero Capodanno. Sempre stato il mio mese preferito: tutto ricomincia, energie nuove, il passato si lascia alle spalle e finalmente inizia una nuova “serie” di quella fiction che è la mia vita. Personaggi che escono, altri che entrano, e mi cambiano e mi aiutano a tirare fuori il meglio di me; tanto che il mio personaggio evolve e cresce, diventando sempre più consapevole di chi sia realmente. Come nei migliori lavori cinematografici. Tante aspettative, da questo settembre. Da questo più che da altri passati, perché un capitolo della mia vita è davvero appena iniziato e promette tanto di bello, ma anche tanto impegno, tanto lavoro senza orari e tanta concentrazione.

Questo è un settembre che mi impone di vivere nel presente. Di correre, di non perdere tempo a guardarmi indietro. Non c’è tempo per fermarsi a ricordare le emozioni. Non c’è tempo per la nostalgia dell’estate, questo caldo mi sta già stretto, sono pronta per le foglie gialle. Eppure quando guardo le stelle la sera o le nuvole di giorno, o ancora quando meno me l’aspetto mentre corro sullo scooter, incastrata e affannata tra gli appuntamenti, eccoli lì, tutti i flash di quest’estate, che mi tornano davanti agli occhi e mi fanno sentire bene.

Che poi ricominciare è già così intenso, ogni giorno diverso dall’altro, un obiettivo da raggiungere a testa bassa, la mente da riempire di informazioni, la pancia colma di emozioni nuove che ancora mica ci crede. Ho seriamente temuto di non riuscire a scriverlo, questo post, a fermare tutto questo, cavoli che peccato sarebbe stato. Tutto questo vivere, tutto questo muoversi. Tutte queste novità, tutte queste cose incredibili che stanno succedendo, così, a inizio anno. Ed è solo settembre! Poi ho sentito una canzone, il cui testo sembra essermi uscito dalla coscienza. Si chiama (ma guarda un po’) “Ed è ancora settembre”, di Annalisa Scarrone. Così, il post è uscito fuori da solo. Riporto qui le parole di questo brano, me le segno proprio volentieri. La musica tanto ce l’ho in testa, quando trovo “la mia canzone” me la ascolto a ripetizione fino alla nausea. Così la impregno per bene di tutte le energie di questo periodo e ogni volta che mi ricapiterà di riascoltarla in futuro sarà come riviverlo. Per fortuna che c’è la musica, e con lei, le parole.


Ridere, 

bisogna sempre e solamente ridere, 
in coda per un pezzo di felicità, 
come se il mondo fosse uno spettacolo.
Ma perché ci fa così paura la malinconia, 
quel velo che si appoggia sopra l’allegria, 
facendo di un’ emozione un brivido? 


Non c’è mai un colore solo. 

Certe volte è inevitabile, 
sto bene se settembre è dentro me, 
aspetto che l’estate voli via, 
e dopo guardo il cielo fino a quando fuori piove, 
io cerco un altro che sia come me. 

Correre, 
bisogna sempre solamente correre, 
bruciare tappe e favole in velocità, lasciandole per poi rimpiangerle. 
Non c’è mai un percorso solo. 

Certe volte è inevitabile,  sto bene se settembre è dentro me, 
aspetto che l’estate voli via, e dopo guardo il cielo fino a quando fuori piove, ti cerco tra le nuvole, ti voglio se anche tu sei come me.


Ed è ancora settembre … 
ed è ancora settembre.

Certe volte è inevitabile, 

sto bene se settembre è dentro me, 
aspetto che l’estate voli via, e dopo guardo il cielo fino a quando fuori piove, 
ti cerco tra le nuvole, 
ti voglio se anche tu sei come me, 
come me, 
come te.

ALESSANDRA PISTILLO STUDIO – CONSULENZA E FORMAZIONE PER LA COMUNICAZIONE INTEGRATA D’IMPRESA

Aiuto le organizzazioni ad allineare persone e comunicazione interna/esterna, per sbloccare il potenziale umano e trasformarlo in un vantaggio competitivo.

Collaboro con l’Università di Firenze e sono certificata dal Presencing Institute per la Teoria U di Otto Scharmer (2018).

Ho sviluppato un approccio basato su Empatia e Narrazione e ideato il metodo “Transformational Mindset – Nuove competenze per essere umani a lavoro”, integrando 15 anni di esperienza, ricerca accademica e innovazione sociale. Le mie ricerche si focalizzano su sostenibilità umana e mindset trasformativo.

Il mio percorso include la collaborazione con la Cattedra Transdisciplinare UNESCO ‘Sviluppo Umano e Cultura di Pace’ di Firenze; interventi come relatrice in convegni accademici; docenze per dottorandi e programmi Erasmus.

 

 

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