Donare il sangue? È come fare un giro di giostra!

Il titolo di questo post non è riferito al presunto giramento di testa post-donazione, quanto all’emozione che si prova prima del fatidico momento in cui si entra in quella stanzetta dove si dona. Là dentro, infatti, sai che ti troverai alle prese con quell’ago famoso, che, poveretto, non ha un bel rapporto con molti di noi (diciamo pure che resta antipatico un po’ a tutti). Ecco, se sei del club che la pensa più o meno così: “Donare sangue = anche no, ho paura degli aghi”, allora la puoi solo immaginare, quell’ “ansietta” che sale quando stai per trovarti a tu per tu con una tua paura. La sensazione è simile a quella di quando stai per salire su una giostra che ritieni “pericolosa”. Naso all’ insù, vedi la gente che urla con le mani al cielo, una scarica di adrenalina ti percorre la schiena e da una parte te la fai sotto e ti sudano le mani, mentre dall’altra non vedi l’ora che sia il tuo turno per urlare anche te e provare quel brivido, per slacciarti le cinture, sentire che ce l’hai fatta, hai sconfitto il tuo timore. E alla fine scendere e dire a tutti, ridendo: “Che figata! Lo rifacciamo?” Intanto però arriva il tuo turno davvero, guardi a che altezza sei, e deglutisci. Eppure, a donare il sangue ci vanno anche coloro che hanno paura.

Ma cosa è che deve scattare nella testa, per far superare la paura degli aghi, la vista del sangue, il timore di uno svenimento o di sentire male e chi più paure ha, più ne metta? Cosa ci vuole per farti smuovere e decidere finalmente di andare a donare il sangue?

Ci vogliono iniziative come BlogForCare Meyer, un’idea di Mattia Marasco. Un blog trip no profit. Cos’è un blog trip no profit? Come scrive Mattia, si tratta di “un’iniziativa che nasce dalla volontà di usare i nuovi media e le possibilità messe a disposizione dalla Rete per dare visibilità a storie ignorate e poco conosciute. Con BlogForCare si intende trasformare il blog trip da strumento di promozione territoriale e turistica a strumento di storytelling sociale spontaneo. (…) BlogForCare chiama i blogger a mettere a disposizione le proprie risorse e le proprie energie per raccontare luoghi ignorati, realtà geografiche in via di sviluppo, situazioni di disagio sociale e ancora realtà di associazionismo e di volontariato.”
Ecco, la storia da far conoscere in questa occasione è il bello di donare il sangue, e in particolar modo di farlo al Meyer di Firenze. Prendi un gruppo di blogger e la loro voglia di condividere un’esperienza unica per poi raccontarla, prendi i loro sorrisi e la loro voglia di fare, mescolali ad una giornata di sole e aggiungici il Meyer. Il risultato? Una mattinata sorprendente, piena di risate, positiva, entusiasmante. Un’esperienza nuova, finalmente lo stare insieme agli amici che non è fine a sé stesso, ma volto ad un obiettivo più alto e costruttivo: fare del volontariato, comunicare un messaggio di solidarietà, divertendosi in compagnia. Tutti insieme appassionatamente, per donare il sangue. Ecco cosa è stato BlogForCare Meyer. Cosa ci può essere di più gratificante? È quella voglia di condividere che a volte fa smuovere le montagne, fa ignorare le paure e andare dritti alla meta!

Ma poi vogliamo parlare del Meyer e di quanto sia rassicurante? “Non sembra nemmeno un ospedale”, pensavo, mentre percorrevo insieme al gruppo i corridoi a vetri luminosissimi che si affacciano nel verde circostante. Nel momento esatto in cui lo stavo pensando, ecco una voce accanto a me: “Non sembra neanche un ospedale!” Un altro blogger che provava le mie stesse sensazioni, pronunciava le parole che probabilmente abbiamo pensato in molti. In effetti non c’è da sorprendersi. La struttura del Meyer è studiata apposta per trasmettere accoglienza. Pareti colorate, buffe sculture a forma di animali sparse un po’ ovunque, forme tondeggianti predominanti, vetrate che spalancano i locali alla luce e al cielo, aree riservate alle esigenze più diverse: dalla ludoteca alla biblioteca dei bambini, dalla zona allattamento, che trasmetteva morbidezza solo a guardarla, a quella “dello spirito, multi-religiosa, di grande fascino”, per usare le parole con cui ce l’ha descritta il Prof. Bambi, che ci ha regalato un’ interessante visita guidata del centro.

BlogForCare-4Il tutto, dopo un’ abbondante colazione gratis: incentivo interessante, visto che molti pensano erroneamente che bisogna stare del tutto a digiuno prima di una donazione. Beh, no, non è necessario, via libera a caffè, succhi di frutta, acqua e caramelle. Ce ne erano a volontà per i “temerari” che si apprestavano ad entrare in quella stanzetta per compiere questo atto eroico. Perché sapete, per sentirsi nobili eroi, in fondo, non è che bisogna avere il sangue blu: basta donarlo.

ALESSANDRA PISTILLO STUDIO – CONSULENZA E FORMAZIONE PER LA COMUNICAZIONE INTEGRATA D’IMPRESA

Aiuto le organizzazioni ad allineare persone e comunicazione interna/esterna, per sbloccare il potenziale umano e trasformarlo in un vantaggio competitivo.

Collaboro con l’Università di Firenze e sono certificata dal Presencing Institute per la Teoria U di Otto Scharmer (2018).

Ho sviluppato un approccio basato su Empatia e Narrazione e ideato il metodo “Transformational Mindset – Nuove competenze per essere umani a lavoro”, integrando 15 anni di esperienza, ricerca accademica e innovazione sociale. Le mie ricerche si focalizzano su sostenibilità umana e mindset trasformativo.

Il mio percorso include la collaborazione con la Cattedra Transdisciplinare UNESCO ‘Sviluppo Umano e Cultura di Pace’ di Firenze; interventi come relatrice in convegni accademici; docenze per dottorandi e programmi Erasmus.

 

 

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