#vitadafreelance

Ma voi avete sempre voluto fare i freelance?

Sapete, io all’inizio non ero mica tanto convinta. Sì, ok, volevo essere un account e/o copywriter, ma sul mettermi in proprio avevo un bel po’ di dubbi. A cominciare dal fatto di lavorare da casa con tutte le distrazioni possibili e immaginabili (gatta, mamma, campanello, telefono, vicini che vanno e vengono): come avrei fatto a concentrarmi? Senza parlare poi della gestione del tempo: nella vita privata sono una ritardataria cronica. I miei amici ormai si sono rassegnati, mia mamma mi ha persino messo di nascosto tutti gli orologi avanti di un quarto d’ora tentando invano di ingannarmi, perché da quando mi sono interrogata su che ore fossero e mi sono accorta del trucchetto, guardo l’ora con ancor più aria di sufficienza, sicura che “tanto sono avanti un quarto d’ora, posso fare con calma”,  facendo ovviamente ancora più tardi. Ecco, in questa situazione, come evitare di rincorrere l’orologio anche sul lavoro? E cosa dire poi della paura della noia di lavorare da sola? Io in solitudine sono sempre stata bene, per carità, con tutte le mie “millemila” cosette a cui pensare, ma in fondo sono anche un animale sociale, il classico animale da agenzia. Come avrei potuto sopravvivere?

Poi mi sono iscritta in palestra. Voi direte: e che ci incastra? Eh beh, ci incastra eccome. Al mattino faccio yoga, alla sera faccio fit boxe. Inizio la giornata allungando i muscoli e la finisco scaricandoli. Inizio allenando la mente a concentrarsi e finisco rilassandola e divertendomi. Si chiama routine. Una cosa che spaventa molti (non dicono che sia proprio la routine ad uccidere addirittura i rapporti?). Ecco, a me invece la routine mi ha proprio illuminata. In un lavoro dove non c’è da timbrare nessun cartellino, non ci sono vincoli, non c’è disciplina se non quella che ti dai tu stesso, ci rendiamo conto di cosa possa significare avere degli appuntamenti fissi così rassicuranti? Così, le mie giornate hanno cominciato a prendere una forma. Piano piano, mi sono costruita degli “orari da ufficio” tutti miei ed ho risolto uno per uno tutti i miei dubbi. La gestione del tempo? Produttività concentrata forzatamente nelle ore tra la palestra e i pasti. Il lavoro da casa? Ho chiuso quelle due o tre porte necessarie a crearmi un’isola staccata da tutto il resto. Ho creato il mio spazio e l’ho fatto mio, riempiendolo di tutti quegli oggetti a cui tengo che sono per  me sia funzionali, sia di ispirazione.  La paura di lavorare sola? Ma siamo onesti: quando mai siamo soli con WhatsApp, Facebook e Twitter?

E così, ecco che mi sono ritrovata ad apprezzare infinitamente tutte quelle cose che rendono le mie giornate da freelance davvero uniche e speciali. E sempre diverse: oggi mi sono ritrovata a fare pausa “ballonzando” per la stanza come un’ improbabile teenager sulle note di un’ ancor più improbabile musichetta da discoteca. Qualche giorno fa ero a Marina di Pietrasanta, a breve andrò ad Andria e settimana prossima andrò a passare una giornata lavorativa a Colle Val d’Elsa da Juls. Ieri ho pranzato con un cliente parlando di politica in una parte della città, due ore dopo ero conversare di psicologia con un cliente appena conosciuto dalla parte opposta. Sì, mi piacciono queste novità continue, questa libertà, questo privilegio di essere padrona del mio tempo. Mi piace alzarmi la mattina e avere una tabella di marcia da rispettare, sapendo però al tempo stesso che nuovi stimoli possono bussare alla mia porta in ogni momento: cosa imparerò di nuovo oggi, chi conoscerò? Mi piace da matti svegliarmi la mattina, semplicemente, contenta di fare il lavoro che mi piace, sicura di potermi fidare di me.

Insomma, anche questo è #vitadafreelance.

ALESSANDRA PISTILLO STUDIO – CONSULENZA E FORMAZIONE PER LA COMUNICAZIONE INTEGRATA D’IMPRESA

Aiuto le organizzazioni ad allineare persone e comunicazione interna/esterna, per sbloccare il potenziale umano e trasformarlo in un vantaggio competitivo.

Collaboro con l’Università di Firenze e sono certificata dal Presencing Institute per la Teoria U di Otto Scharmer (2018).

Ho sviluppato un approccio basato su Empatia e Narrazione e ideato il metodo “Transformational Mindset – Nuove competenze per essere umani a lavoro”, integrando 15 anni di esperienza, ricerca accademica e innovazione sociale. Le mie ricerche si focalizzano su sostenibilità umana e mindset trasformativo.

Il mio percorso include la collaborazione con la Cattedra Transdisciplinare UNESCO ‘Sviluppo Umano e Cultura di Pace’ di Firenze; interventi come relatrice in convegni accademici; docenze per dottorandi e programmi Erasmus.

 

 

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9 Responses
  1. Essere freelance, se così posso definirmi, è poi da sempre il mio sogno, anche se non lo sapevo. Quando ero piccolina avevo un’idea di quella che sarei stata da grande, sai, non l’ho mai raccontato, ma ho ancora ben precisa la mia immagine, come mi vedevo.
    Ero appoggiata allo stipite di una porta che dava su un giardino con in mano una tazza di caffè fumante, una camicia extralarge azzurrina chiara, i capelli raccolti, un paio di occhiali e sullo sfondo una stanza, un tavolo pieno di fogli, il mio tavolo, dove scrivevo e lavoravo.
    Prima ancora di capire cosa volessi fare, quella era l’immagine mentale di me da grande,
    una che lavorava da casa con un caffè in mano.
    E la routine… La routine è una parola dolcissima per me, rappresenta la conquista di un equilibrio mio, non imposto, perché è la ‘mia’ routine.
    Più che routine mi piace però chiamarla rituale, il rituale del risveglio e della buona notte, in una concezione un po’ animista della vita, è qualcosa che canalizza le mie energie al risveglio per fare al meglio quello che voglio fare e la sera invece mi riallinea con me stessa, per dormire bene. O meglio, è quello a cui punto, ma mica son riuscita ancora a trasformare tutto questo in un rituale consolidato!! ma ce la farò, ce la faremo! 😉

  2. Bello, essere diventati da grandi esattamente quello che ci immaginavamo: noi facciamo un mestiere che amiamo, non è mica cosa da poco! Ecco perchè siamo fortunati ed è proprio questa consapevolezza che ci permette di vivere ogni giorno pienamente, abbandonati in tutti i nostri “rituali” (sì, una parola bellissima) così rassicuranti, che sanno tanto di equilibrio ritrovato con noi stessi. Il vero lavoro sarà mantenere ciò che si è conquistato, ma sono sicura che possiamo farcela!Grazie Juls. 😉

  3. Elisabetta Giannelli

    “Rituale” è proprio la parola esatta. Al seminario di yoga cui sono stata all’inizio dell’anno, a Camaldoli, in una delle “chiaccherate” serali, abbiamo parlato proprio di questo, dell’importanza di sacralizzare i piccoli gesti, di dare loro un significato, rendere qualunque piccola azione della nostra giornata carica di significato. In questi mesi di solo studio matto e forsennato, senza collegamenti con la realtà, ho scoperto l’importanza di aprire la finestra, respirare l’odore della mattina e del caffè, di fare una passeggiata, di bere il mio tè di pomeriggio. Spero di portarmi dietro questa sacralità in tutte le difficili sfide che mi aspettano. Che anno strano, il 2013!

  4. Già, anche “strano” è una parola esatta per definire questo anno, che sin dall’inizio si è prospettato carico di novità e cambiamenti. Ma anche carico di ricchezza, sopratutto interiore. Sono sicura che ce lo ricorderemo! 🙂

  5. Sabina

    Per me è sempre stato un sogno nel cassetto…io ed un pc…partire da un’idea e renderla un progetto che si materializzasse in una realtà..e la grafica poi..haimè leggere la Vostra passione risveglia in me una dolce nostalgia di un sogno lasciato in un cassetto..ma è con estremo piacere che leggo la Vostra passione..complimenti!

  6. Se c’è una cosa che ho imparato negli ultimi mesi è che non è mai troppo tardi per mettersi in moto e fare ciò che ci piace. Possiamo fare sempre ciò che vogliamo, gli unici limiti che ci mettiamo davanti spesso sono solo mentali. A volte basta solo trovare lo stimolo giusto, quello che ci faccia scattare la scintilla. Perchè la scintilla, se è una passione vera, resta dentro di noi paziente, aspettando solo qualcuno o qualcosa che bussi e la riaccenda. Questo qualcosa può essere un amico, un libro (io consiglio “Smarketing” di Marco Geronimi Stoll), o, perchè no, un blog! 😉 Mai dire mai, tutti possiamo fare ciò che amiamo! 🙂 Una bacio

  7. Ciao il tuo post che ho trovato tramite il post di Juls su Instagram (pensa te che giro!) riflette in pieno il ns essere architetti si ma freelance, dopo svariati anni “a studio”! A me l’orario lo scandisce la passeggiata mattutina e serale col mio cane che ha il potere di riuscire a farmi scaricare la tensione della giornata! Buon lavoro!

  8. Ciao! Ma che bello deve essere anche passeggiare col proprio cane mattina e sera, se avessi un cane lo farei senza dubbio anche io. Comunque è proprio vero, essere freelance avrà anche i suoi contro, ma vuoi mettere avere questa libertà?! 🙂 Grazie e buon lavoro anche a te!