+39 327 73.51.415   |   alessandra.pistillo@gmail.com
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Piazza Italia, il Tweet scritto in faccia

La mia analisi della campagna 2013 di Piazza Italia

C’è da dire che si resta colpiti da queste facce scarabocchiate. Graficamente, penso siano valide. Specialmente se, mentre si guida o si cammina per strada, si vedono tutte insieme, una dietro l’altra, in una carrellata di gonfaloni. Ma queste immagini non sono funzionali solo da un punto di vista estetico. Penso che Piazza Italia, con questa ultima campagna, abbia proprio fatto centro.

Campagna 2013 Piazza Italia

Frasi brevi, scritte proprio in faccia ai giovani, provocazioni dirette espresse pubblicamente, con circa 140 caratteri. Praticamente un tweet, ovvero uno status.

Uno status di persona comune alle prese con le problematiche del nostro Paese, sbattuto in faccia ai politici. Dritti al sodo con i contenuti, contro il sistema che non funziona. Ecco alcuni motivi per cui, secondo me, invece, questa campagna funziona eccome.

• Cavalca l’onda della “crisi” intesa non solo come situazione socio-economica, ma anche come tematica al centro di un dibattito pubblico, impossibile da dimenticare per la gente comune, che ogni giorno si trova a doverci fare i conti, nel vero senso della parola. La gente comune, il target di Piazza Italia; le persone che fanno shopping low cost, quelle che magari a comprarsi un paio di pantaloni in più, con questa crisi, ci pensano due volte; quelle abituate a guardare più i cartellini dei prezzi, che i vestiti stessi.

• Perfettamente in linea con le tendenze politiche attuali. Con quella voglia dei giovani di prendere la parola, di far sentire la voce all’interno di un dibattito che pare svolgersi sempre più spesso nelle piazze – reali o virtuali che siano – sfidando a suon di lauree e di sintassi comprensibili il superato linguaggio “politichese”: i messaggi provocatori rivolti ai politici scritti in faccia sono il simbolo di una rivoluzione sociologica e culturale a favore della trasparenza. Di solito le persone più “trasparenti” (leggi: più sincere, senza scheletri negli armadi, lontane dagli scandali) ce lo hanno “scritto in faccia” ciò che pensano, no?

Campagna 2013 Piazza Italia

Ode al racconto, al contenuto e al protagonismo della gente: la tendenza, nell’Advertising e nella comunicazione aziendale, è quella di dirigersi verso lo Storytelling. Le aziende decidono di raccontare se stesse e i propri prodotti facendo descrivere l’esperienza del brand direttamente al proprio target. Si rende protagonista il consumatore con le iniziative più creative e all’ avanguardia tecnologica, si ribalta la scena. “Chi si loda si sbroda” è sempre più un mantra per le compagnie, che, sempre più numerose, rinunciano ad una mera auto-celebrazione, lasciando la parola per esaltare i loro “plus” direttamente ai propri interlocutori. Il passaparola positivo come elemento portante di costruzione del brand. Ecco perché oggi i social media sono mezzi importantissimi per la costruzione della brand awareness. Usati professionalmente, sono infatti strumenti imprescindibili per qualunque azienda che decida di intraprendere un’azione promozionale.

• Il puntare le luci sulla gente comune altro non è che una tendenza iniziata diversi anni fa, grazie alla diffusione del format reality show. Ovviamente la dinamica è ben diversa: ai concorrenti dei Reality si regalava la possibilità di uscire dallo status di persona comune, facendo leva su un narcisismo latente diffuso nell’individualismo delle masse, per cui la persona comune veniva in un certo senso “emancipata” dal suo anonimato: diventava famosa e ricca, pur restando se stessa, solo in quanto “vista” dall’occhio della telecamera, che racchiude milioni di altri occhi. Alla telecamera non importa cosa dica o faccia una persona. Basta che il suo occhio si posi su di lei, ed ecco che qualunque idiota viene catapultato al centro dell’attenzione. Oggi, invece, la persona comune viene messa al centro dell’attenzione in maniera diversa: non più in virtù dell’apparire (in Tv), ma dell’ essere e comunicare se stessi sul Web. Grazie alla Rete i contenuti contano di più. È ciò che la gente pensa e dice, che viene premiato. Ciò che la gente si “scrive in faccia” attraverso gli status di Facebook o Twitter genera informazione. Non solo apparenza, ma anche qualità del contenuto.

Così Piazza Italia, “sponsor della gente comune”, secondo me, ci ha azzeccato in pieno. Ha pure scelto un payoff perfettamente in linea col nome dell’azienda. Senza considerare che anche l’idea di questa campagna, come delle altre recenti, è stata partorita a partire dal nome stesso “Piazza Italia”. In effetti, se una firma si chiama “Piazza Italia”, come si fa a non pensare subito a concetti come “low cost”, “persona comune”, “piazza virtuale = Social Network”, “dibattito pubblico”, “voce ai giovani” o “trasparenza”?

Il fascino del brainstorming.

Sono Alessandra Pistillo, esperta di comunicazione empatica e copywriter. Collaboro con professionisti del benessere organizzativo per supportare la consapevolezza e l’immagine delle imprese con progetti di comunicazione interna ed esterna.

La nostra formula: ascolto attivo + storytelling. La nostra cornice di lavoro, la Teoria U del Massachusetts Institute of Technology.

Il mio sogno per il futuro è lavorare, comunicare e vivere bene. Mettere l’empatia nelle mani delle persone e creare con loro narrazioni autentiche, al servizio del bene comune.

Qual è il tuo sogno?

DIMMI DI TE!

2 Responses
  1. D’accordissimo con tutte le tue osservazioni, l’unico punto sul quale sono in dubbio è la leggibilità del messaggio mentre si è alla guida. Ho visto proprio l’altro giorno questa sfilza di facce lungo un viale ma mentre guidavo non mi è stato possibile leggere le frasi scritte sui volti perchè hanno forme strane e parole con caratteri di grandezza differente…un pó complicato, tutto qua!

  2. Vero, impossibile da leggere mentre si guida, l’effetto è quello di uno scarabocchio. Chissà, forse è stata pensata così per incuriosire al primo impatto, per poi spingere l’osservatore ad impegnarsi per capire e soffermarsi (se può) a guardare! 😉