#Trentino anch’io

Il mio articolo per il blog tour #BloggerWEmoena 2014

Gli articoli scritti per raccontare un evento sono quelli che amo di più: prima vivo, poi scrivo. Empatia e narrazione ai massimi livelli! Se sei interessato a creare un pubbliredazionale empatico per raccontare un evento, un’iniziativa o un progetto su carta o su web, contattami.

Buona lettura!

 

Un gruppo di blogger +1

Erano mesi che i miei amici mi facevano una testa così con questa storia del Trentino: le montagne, l’aria  buona, i canederli. Vedevo foto strepitose sui loro profili social e non stavo nella pelle, era un’esperienza che volevo provare. Detto, fatto: appena si è prospettata la possibilità di partecipare al #BloggerWEmoena, dal 13 al 15 settembre, non potevo farmi scappare l’occasione. Così ho aderito all’ iniziativa, mettendo un piede  in quello strano mondo fatto di persone “ganze” che vivono intensamente e scrivono, che tengono un diario della loro vita aggiornato e una diretta live social di tutte le cose belle che fanno, condividendole col mondo: i blogger.  Ecco, non potendomi definire al momento propriamente una “social cosa”, diciamo che il mio ingresso trionfale in questo universo l’ho fatto come un “+1” (argh, colpo duro all’ autostima!), ma al di là delle etichette, ho avuto modo di prendere pezzi del Trentino e portarmeli dentro, e al tempo stesso lasciare a lui un pezzo di me, e  questa è stata la cosa più importante: diciamo che questo Trentino non me lo dimenticherò!

Canederli e formiche

  Ci sono stati due fatti che hanno fatto da sottofondo a questo incredibile week-end. Il primo: appena arrivati, mentre i nostri sguardi stavano iniziando a perdersi impazienti nel verde delle montagne più belle che abbia mai visto con la musica di Bryan (Adams), anche la macchina con cui siamo arrivati a Moena stava iniziando a perdersi; tant’è che ci ha abbandonati appena giunti a destinazione, decidendo anche lei  di farsi il suo bel soggiorno dal carrozziere. Il secondo: le ore totali in cui ho dormito sono state otto. In quattro giorni. Praticamente ho vissuto l’esperienza più attesa dell’anno con la stessa energia psico-fisica di un bradipo. Ecco, nonostante la mia condizione di donna piegata alla stanchezza, non posso fare a meno di raccontare quanto i miei occhi (e la mia pancia) si siano riempiti di cose favolose.

Cominciamo dai canederli mangiati a Trento a La rosa d’oro, prima di arrivare a Moena. Da lacrime agli occhi! Sono un’ amante di tutto ciò che è “formaggioso” e “polpettoso”, se aggiungiamo che adoro i funghi e che aspettavo di gustarmi questo piatto da una vita, potete solo immaginare cosa hanno provato le mie papille gustative quando sono entrate in contatto con questa meraviglia. Trento poi mi è piaciuta molto, abbiamo fatto due passi in centro ed ho apprezzato i colori e l’impeccabilità delle sue strade.

Arrivati a Moena, abbiamo fatto visita alla fabbrica de La Sportiva. È stato curioso accedere al “backstage” e vedere come, pezzo dopo pezzo, vengano assemblate le scarpe. Un’attenzione ai dettagli che fa riflettere sulla grandezza del lavoro delle persone che esiste dietro agli oggetti che usiamo ogni giorno. Ho trovato affascinante anche l’aspetto storico legato a questa azienda: nata negli anni Venti, ancora oggi manda avanti la sua tradizione. Trovo questo aspetto della continuità nel tempo estremamente rassicurante.

La cena all’ Hotel Zirmes, dove alloggiavamo, è stata incredibilmente buona. Mi ha colpito molto la gentilezza del personale, che ci ha coccolato con una cortesia che davvero ci siamo sentiti come a casa. Qui i canederli li ho assaggiati col puzzone (senza parole) e mi sono “sciolta” davanti allo stinco di maiale al forno e alla torta con lamponi (la mia passione) e panna montata (la mia passione, pure lei). Dopo cena, invece, ci aspettava il DolceVita Lounge Bar, dove abbiamo fatto due chiacchiere con Fabio Vettori, che ci ha anche regalato una caricatura di noi stessi in versione formica. Come è Ale versione formica? Semplice, divisa in due parti, come sempre: una formica che fa yoga e l’altra che fa fit-boxe.

Vette e vertigini

Sabato 14 settembre alle 8.45 mi trovavo al Passo San Pellegrino, contenta di bearmi di quel panorama e semplicemente terrorizzata all’idea di fare la ferrata. Ad accoglierci, gli istruttori del Centro Addestramento della Polizia di Stato. Mi ripetevo che ce l’avrei fatta, “che vuoi che sia”, “una fatica fattibile, figuriamoci”.

Iniziato il freddo cammino in salita verso il rifugio Passo delle Selle, man mano che procedevamo, però, mi rendevo conto di avere sempre meno fiato. Il rifugio mi sembrava un miraggio, ci sono arrivata praticamente in barella. Arrivati al calduccio, quando davanti a un caffè d’orzo ci è stato chiesto se volevamo fare la ferrata oppure una passeggiata alternativa, la mia risposta è stata quindi scontata. Continuava così la saga di “una donna piegata alla stanchezza … e alla fifa”. Ahimè, bisogna serenamente arrendersi davanti ai nostri limiti. È quello che abbiamo imparato grazie a Maurizio Dellantonio (“il nostro poliziotto”), quando, mentre ci accompagnava lungo il sentiero dei soldati durante la Guerra Mondiale, ci raccontava appassionanti storie di guerra spaventosamente vere, avvenute tra quelle rocce e quei ghiacci.

“Quando arrivi in vetta, è normale avere le vertigini. Anzi, guai a non avere paura! Diffidate da chi non ha mai paura, perché solo chi manifesta le proprie ansie riesce a vivere: la paura serve per fermarsi un attimo, ascoltarsi e valutare se effettivamente si hanno le forze per eseguire quella prestazione. Se ci accorgiamo che quelle forze non si hanno, bisogna avere l’umiltà di fermarsi. Solo così si sopravvive, altrimenti con la smania di arrivare si rischia di cadere in un burrone.”

Quando la montagna diventa maestra di vita. Comunque la Polizia di Stato di Moena si merita proprio un applauso. La visita al Centro di Addestramento avvenuta dopo il pranzo alla Baita Paradiso è stata interessante ed è stato bello emozionarsi davanti ad un video di presentazione che raccontava tutta la passione per il loro lavoro, una vera missione.

Alba e cristalli

Il giorno seguente, prima di ripartire, ci siamo ritrovati al Passo San Pellegrino per goderci tutti insieme lo spettacolo dell’ ultima alba dell’estate. E qui non è che ci siano molte parole per descrivere cosa si provi ad essere lassù in cima e vedere il cielo che si colora di rosa. Bisogna lasciar parlare le immagini. I miei compagni di viaggio hanno fatto foto spettacolari, qui bisogna accontentarci di questa, ma la posto lo stesso, giusto per permettervi di farvi un’idea.

Ho salutato il Trentino portandomi dentro la musica del “cristallarmonio”di Gianfranco Grisi. Che dire, solo chi ha arte dentro da vendere riesce a far suonare dei bicchieri di cristallo come fa questo signore. L’aria era fresca, lo sguardo si perdeva lontano, fino alle vette più alte, e nell’aria c’erano quelle note che sembravano provenire dalle montagne stesse. Momenti davvero unici che si può solo essere grati di aver vissuto.

E così, sono tornata a casa, nel “grigiume” di un autunno appena cominciato, che credo porterà con sé tante novità e probabilmente anche tante sfide. Ma, grazie al Trentino che mi porto dentro, sono certa che saprò affrontare tutto ciò che mi aspetta con tanto verde negli occhi, una buona dose di ottimismo e, perché no, anche un po’ di consapevolezza in più.

Grazie a Mattia Marasco per quest’ultima foto.

ALESSANDRA PISTILLO STUDIO – CONSULENZA E FORMAZIONE PER LA COMUNICAZIONE INTEGRATA D’IMPRESA

Aiuto le organizzazioni ad allineare persone e comunicazione interna/esterna, per sbloccare il potenziale umano e trasformarlo in un vantaggio competitivo.

Collaboro con l’Università di Firenze e sono certificata dal Presencing Institute per la Teoria U di Otto Scharmer (2018).

Ho sviluppato un approccio basato su Empatia e Narrazione e ideato il metodo “Transformational Mindset – Nuove competenze per essere umani a lavoro”, integrando 15 anni di esperienza, ricerca accademica e innovazione sociale. Le mie ricerche si focalizzano su sostenibilità umana e mindset trasformativo.

Il mio percorso include la collaborazione con la Cattedra Transdisciplinare UNESCO ‘Sviluppo Umano e Cultura di Pace’ di Firenze; interventi come relatrice in convegni accademici; docenze per dottorandi e programmi Erasmus.

 

 

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