Il mio articolo per il blog tour #BloggerWEmoena 2014
Gli articoli scritti per raccontare un evento sono quelli che amo di più: prima vivo, poi scrivo. Empatia e narrazione ai massimi livelli! Se sei interessato a creare un pubbliredazionale empatico per raccontare un evento, un’iniziativa o un progetto su carta o su web, contattami.
Buona lettura!
Un gruppo di blogger +1


Canederli e formiche
Ci sono stati due fatti che hanno fatto da sottofondo a questo incredibile week-end. Il primo: appena arrivati, mentre i nostri sguardi stavano iniziando a perdersi impazienti nel verde delle montagne più belle che abbia mai visto con la musica di Bryan (Adams), anche la macchina con cui siamo arrivati a Moena stava iniziando a perdersi; tant’è che ci ha abbandonati appena giunti a destinazione, decidendo anche lei di farsi il suo bel soggiorno dal carrozziere. Il secondo: le ore totali in cui ho dormito sono state otto. In quattro giorni. Praticamente ho vissuto l’esperienza più attesa dell’anno con la stessa energia psico-fisica di un bradipo. Ecco, nonostante la mia condizione di donna piegata alla stanchezza, non posso fare a meno di raccontare quanto i miei occhi (e la mia pancia) si siano riempiti di cose favolose.


Arrivati a Moena, abbiamo fatto visita alla fabbrica de La Sportiva. È stato curioso accedere al “backstage” e vedere come, pezzo dopo pezzo, vengano assemblate le scarpe. Un’attenzione ai dettagli che fa riflettere sulla grandezza del lavoro delle persone che esiste dietro agli oggetti che usiamo ogni giorno. Ho trovato affascinante anche l’aspetto storico legato a questa azienda: nata negli anni Venti, ancora oggi manda avanti la sua tradizione. Trovo questo aspetto della continuità nel tempo estremamente rassicurante.
La cena all’ Hotel Zirmes, dove alloggiavamo, è stata incredibilmente buona. Mi ha colpito molto la gentilezza del personale, che ci ha coccolato con una cortesia che davvero ci siamo sentiti come a casa. Qui i canederli li ho assaggiati col puzzone (senza parole) e mi sono “sciolta” davanti allo stinco di maiale al forno e alla torta con lamponi (la mia passione) e panna montata (la mia passione, pure lei). Dopo cena, invece, ci aspettava il DolceVita Lounge Bar, dove abbiamo fatto due chiacchiere con Fabio Vettori, che ci ha anche regalato una caricatura di noi stessi in versione formica. Come è Ale versione formica? Semplice, divisa in due parti, come sempre: una formica che fa yoga e l’altra che fa fit-boxe.
Vette e vertigini


Iniziato il freddo cammino in salita verso il rifugio Passo delle Selle, man mano che procedevamo, però, mi rendevo conto di avere sempre meno fiato. Il rifugio mi sembrava un miraggio, ci sono arrivata praticamente in barella. Arrivati al calduccio, quando davanti a un caffè d’orzo ci è stato chiesto se volevamo fare la ferrata oppure una passeggiata alternativa, la mia risposta è stata quindi scontata. Continuava così la saga di “una donna piegata alla stanchezza … e alla fifa”. Ahimè, bisogna serenamente arrendersi davanti ai nostri limiti. È quello che abbiamo imparato grazie a Maurizio Dellantonio (“il nostro poliziotto”), quando, mentre ci accompagnava lungo il sentiero dei soldati durante la Guerra Mondiale, ci raccontava appassionanti storie di guerra spaventosamente vere, avvenute tra quelle rocce e quei ghiacci.
“Quando arrivi in vetta, è normale avere le vertigini. Anzi, guai a non avere paura! Diffidate da chi non ha mai paura, perché solo chi manifesta le proprie ansie riesce a vivere: la paura serve per fermarsi un attimo, ascoltarsi e valutare se effettivamente si hanno le forze per eseguire quella prestazione. Se ci accorgiamo che quelle forze non si hanno, bisogna avere l’umiltà di fermarsi. Solo così si sopravvive, altrimenti con la smania di arrivare si rischia di cadere in un burrone.”
Quando la montagna diventa maestra di vita. Comunque la Polizia di Stato di Moena si merita proprio un applauso. La visita al Centro di Addestramento avvenuta dopo il pranzo alla Baita Paradiso è stata interessante ed è stato bello emozionarsi davanti ad un video di presentazione che raccontava tutta la passione per il loro lavoro, una vera missione.
Alba e cristalli


Ho salutato il Trentino portandomi dentro la musica del “cristallarmonio”di Gianfranco Grisi. Che dire, solo chi ha arte dentro da vendere riesce a far suonare dei bicchieri di cristallo come fa questo signore. L’aria era fresca, lo sguardo si perdeva lontano, fino alle vette più alte, e nell’aria c’erano quelle note che sembravano provenire dalle montagne stesse. Momenti davvero unici che si può solo essere grati di aver vissuto.


Grazie a Mattia Marasco per quest’ultima foto.


