Copywriting empatico – le parole che non cercavo

Di solito funziona così. Basta un attimo, non me ne accorgo nemmeno, e pensando intensamente al cliente per cui scrivo, mi succede una specie di “magia”. Sì, proprio di magia, perché è un fenomeno astratto che si ripete e trasforma le cose, una pennellata rapida e indolore che mi trapassa il cervello fino ai polpastrelli delle mani. Per certo, come avviene non me lo so spiegare.

Un’ immersione creativa profonda, uno stato di trance involontario. Fusione totale dei miei pensieri con quelli del cliente, con le parole che mi aveva detto quel pomeriggio davanti a quel caffè bollente, con l’espressione del suo viso che avevo colto e col movimento delle mani che aveva fatto prima di portarsi la tazzina alla bocca.

Ricordo i pensieri in mezzo agli occhi che mi disse il raziocinio, il freddo che faceva e le sensazioni che mi sussurrò l’intuito. Ricordo l’ascolto che feci del mio cliente, ma ancor più quello che feci di me stessa mentre ero con lui; tra un sorriso e una domanda, la mente rapida elaborava informazioni, immagazzinava, incasellava. In automatico. Toglieva ciò che non serviva, metteva in tasca ciò risuonava.
Ricordo che io c’ero, ma non facevo nulla; mi godevo il caffè e la compagnia. Il resto lo faceva lei.
La concentrazione sale ai massimi livelli. Il tempo è un optional. Gli occhi veloci sullo schermo, le dita sulla tastiera a ritmo regolare. Calma riflessiva e impeto viscerale si alternano, e in un giro di istanti, eccole: le parole che cercavo. Nascono così, e che fortuna poter vivere di questo. Ogni volta, leggo ancora. Poi aggiungo dal nulla due o tre pennellate. Rileggo, infine, e quasi ho la sensazione di non aver scritto io.

Le parole che cercavo nascono e sviluppano il testo, ma sono quelle che non cercavo che, quando arrivano, decretano che il lavoro è completato. Sono le parole che non cercavo quelle capaci di raccontare al meglio la sua storia: la storia di quella persona con cui ho parlato quel pomeriggio in quel bar, la storia del mio cliente.
E lo sanno fare molto meglio di me.

ALESSANDRA PISTILLO STUDIO – CONSULENZA E FORMAZIONE PER LA COMUNICAZIONE INTEGRATA D’IMPRESA

Aiuto le organizzazioni ad allineare persone e comunicazione interna/esterna, per sbloccare il potenziale umano e trasformarlo in un vantaggio competitivo.

Collaboro con l’Università di Firenze e sono certificata dal Presencing Institute per la Teoria U di Otto Scharmer (2018).

Ho sviluppato un approccio basato su Empatia e Narrazione e ideato il metodo “Transformational Mindset – Nuove competenze per essere umani a lavoro”, integrando 15 anni di esperienza, ricerca accademica e innovazione sociale. Le mie ricerche si focalizzano su sostenibilità umana e mindset trasformativo.

Il mio percorso include la collaborazione con la Cattedra Transdisciplinare UNESCO ‘Sviluppo Umano e Cultura di Pace’ di Firenze; interventi come relatrice in convegni accademici; docenze per dottorandi e programmi Erasmus.

 

 

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