+39 327 73.51.415   |   alessandra.pistillo@gmail.com
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“Io sono natura” del WWF – Tra lavoro e vita, siamo le scelte che facciamo

La mia analisi della campagna WWF “I am nature”

Domani è il mio compleanno e ho deciso di non lavorare

Mi ritrovo a camminare da sola nei campi. C’è un poggio dove vado spesso, un punto panoramico dove mi piace sedermi a guardare il tramonto. Su queste zolle, alla fine dell’inverno nascono quei fiorellini bianchi dalla corolla gialla di cui non ricordo mai il nome, ma che mia mamma chiama “i giracapi” per il loro profumo intenso. Mi distendo sull’erba e penso al futuro.

Il lavoro è un pensiero costante per noi freelance, che ci sentiamo anche un po’ eroi a restare in questa Italia che ha tradito le nostre grandi speranze. Un pensiero costante per tutti, in realtà, che a lavoro ci passiamo la maggior parte della nostra vita, senza sapere se lavoriamo solo per campare o se quell’ambito posto alla fine lo sentiamo anche un po’ nostro. I pensieri sono sintonizzati sul lavoro tutto il giorno: sommersi, in apnea, sotterrati.

Riflettiamo un secondo. [Attenzione: sto per fare dei pensieri profondi, se sei appesantito dal pasto o non hai voglia di parlare di massimi sistemi, questo è il momento giusto per chiudere la pagina. Se invece sei curioso e non sai perché ma “ti piglia bene”, vai pure avanti]. Dicevamo: il pensiero del lavoro ci assilla tutto il giorno. Ma se fosse vero che i pensieri hanno il potere di creare la realtà che ci circonda (“in principio era il Verbo”, dice niente?) che cosa mai stiamo creando? Angosciati dal pensiero delle tasse, o delle bollette, o delle discussioni in ufficio, quali mondi possiamo mai costruire?

Su quali basi si fondano le nostre scelte? Su ciò che amiamo fare o sulla paura di non farcela?

Se fossimo solo minimamente consapevoli dell’incredibile potere che hanno i pensieri, la smetteremmo all’istante di preoccuparci per qualunque cosa. Cominceremmo a cercare noi stessi e il nostro benessere al di là di tutto. Cercheremmo di riequilibrare la mente passando per il contatto col corpo, ad esempio, tornando ad ascoltare la realtà che ci circonda nel qui e ora. Tenderemmo l’orecchio al nostro respiro, fino a percepire i battiti del nostro stesso cuore. Ci accorgeremmo che in fondo siamo immersi in un silenzio che avvolge tutto, da sempre.

Noi siamo questo silenzio, basta mettere a tacere quel ticchettio noioso del cervello che ci assilla per capirlo; è nella nostra natura comprenderlo e per farlo è sufficiente volerlo. Noi siamo il nostro corpo prima ancora dei nostri pensieri. Siamo oggi, non ieri e non domani: adesso. Siamo le foglie e la terra, il sole ed il cielo, siamo la luna e i rami degli alberi. Non è un delirio new age, anche se non è male farlo credere perché alla fine fa pure personaggio essere un po’ naïf. Non è una moda (o forse sì, e quindi?) questa ondata di attenzione improvvisa verso la salute del Pianeta e dell’essere umano, che passa attraverso la riscoperta dell’alimentazione sana o del chilometro zero. Per l’individuo, scoprire il contatto con la natura è una necessità. Sono nozioni tramandate da millenni, basta leggere anche il più banale libro buddista per afferrarlo. Ma anche se vogliamo ridurre tutto ciò a filone emotivo, il risultato non cambia.

Possiamo sostenerlo o criticarlo, ma quando un filone di pensiero diventa oggetto di narrazione delle campagne pubblicitarie vuol dire che ormai ha preso piede. Il marketing ne prende atto e sfrutta un approccio scientifico volto a individuare i desideri delle persone. Si chiama marketing emozionale, e applica recenti scoperte neuroscientifiche alle ricerche di marketing. L’incontro con le emozioni avviene quando il marketing comprende che la cultura della modernità è tramontata e si stanno delineando mutamenti profondi nella società e negli individui, all’insegna della frammentazione dei valori. La verità è che alla base delle decisioni ci sono le emozioni, ed è per questo che il marketing emozionale le mette al centro dell’attenzione.

La campagna del WWF  “I am nature” (Io sono natura) cavalca l’onda emotiva naturalista dei nostri giorni, che di fatto attinge dalle consapevolezze più antiche, ricordandoci che la nostra vita è esattamente il prodotto delle scelte che facciamo. Solo se accettiamo di entrare in profondità con noi stessi e col mondo naturale possiamo abbattere quel velo che ci separa dalla nostra vera essenza – e quindi dalla serenità. Solo se rinunciamo ad ogni tipo di pensiero fondato sulla paura o sulla preoccupazione, possiamo aprirci all’amore per quello che facciamo.

Solo se la smettiamo di pensare ossessivamente a lavorare per sopravvivere, possiamo riscoprire la bellezza di vivere. E anche di lavorare

 

Sono Alessandra Pistillo, esperta di comunicazione empatica e copywriter. Collaboro con una rete di professionisti del benessere organizzativo, per supportare la reputazione delle imprese con progetti di comunicazione interna ed esterna.

La nostra formula per una comunicazione più credibile: ascolto attivo + storytelling. La nostra cornice di lavoro, la Teoria U del Massachusetts Institute of Technology.

Dalla facilitazione di riunioni alla comunicazione corporate, abbiamo già raccontato storie di persone a lavoro. Questi interventi hanno fatto bene all’immagine dei nostri clienti e creato per loro nuove opportunità.

Il mio sogno per il futuro è lavorare, comunicare e vivere bene. Mettere l’empatia nelle mani delle persone e creare con loro narrazioni autentiche, al servizio del bene comune.

Qual è il tuo sogno?

DIMMI DI TE!