+39 327 73.51.415   |   alessandra.pistillo@gmail.com
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2017 – Molliamo le redini

Certe volte sono così felice da pensare: “ora muoio, muoio perché non si può avere una vita così”. Eppure la felicità è poca cosa. Chissà che ci immaginiamo noi. La felicità è una scelta, la predisposizione dell’animo a vivere ogni istante come fosse eterno. Forse perché ho avuto poco, poco e niente ma oggi che nulla chiedo e tutto arriva, semplice e pieno, io sono felice. Io, me stessa nella mia interezza, non più bisognosa. In questa città che è un mondo, in questo mondo che è eterno, in questo eterno che è un momento. Essere intera, me la sono sudata. La sofferenza che mi hai dato è stato il regalo più prezioso. Senza di essa ora non sarei così felice.

Barbara Collevecchio

Ci siamo, il 2017 è qui e ci sto entrando in punta di piedi. Mi guardo indietro, un pensiero veloce al 2016 e a tutte le novità che ha portato, poi mi riconnetto al presente. Penso che l’anno appena salutato è volato e che gli sono grata. Ripercorro le atmosfere che lo hanno riempito e ascolto le canzoni che ne hanno scandito le emozioni: “Father, Son” di Peter Gabriel, “Let it be” dei Beatles, “Circle” di Eric Bibb. Le note sono come le parole, forse anche più potenti; come la catturano loro la vita, non ci riesce nessuno. Nel 2016 ho scoperto che la musica e la scrittura hanno più cose in comune di quanto si pensi, che le cose belle a volte uno ce le ha davanti e non le vede, che aprire gli occhi invece è stupefacente, che sono pronta a cambiare, e mentre cambio, a trovarmi sempre di più. Che sono adulta, integra, praticamente completa. Accettati i lati più scomodi, li ho trasformati e così mi sono trasformata irreversibilmente. La conoscenza che oggi ho di me stessa è profonda e bonaria e non esagero se dico che i 33 anni sono un’età stupenda per una donna.

Spazi vuoti

Il 2017 è un’agenda da riempire, ma il primo buon proposito è quello di non riempirla troppo. Sono stati anni pieni di cose e di gente, e di roba e di corse e di affanni. Ecco, basta così. Per il nuovo anno punto all’essenziale, senza fronzoli o tentennamenti. Ieri mi sono ritrovata a vagare per la città con un’amica, senza un obiettivo preciso. Entravamo e uscivamo dai negozi e dai bar senza comprare niente e senza il pensiero di dover scappare da qualche parte. Semplicemente, curiosavamo. Per il nuovo anno mi auguro di averne di più, di questi spazi non riempiti, da lasciare rigorosamente e assolutamente vuoti, aperti agli accadimenti, senza senso.

Meno cinismo, più leggerezza

Capisco che il cinismo vada molto di moda oggi. Capisco che faccia figo il non scomporsi mai e lo sputare per abitudine nel piatto dove si mangia. Ma io mi sono annoiata a sentire sempre i soliti discorsi su quanto la vita sia una merda e tutto sia una merda e allora anche noi siamo tutti merda. Non è questione di essere imbambolati, o di non voler vedere la realtà: provateci a essere ottimisti, vi renderete conto di quanto sia difficile. La vita è dura per tutti, mica voglio prendervi per il culo. Il fatto è che il cinismo è la scelta più facile, a chi non riesce lamentarsi e fare un po’ il buffone? Sforzarsi di vedere il lato positivo invece non è “dormire” o “sognare”, ma è puro e realistico coraggio. Le persone davvero forti sono quelle che sorridono, ma non con sorrisi di plastica che mirano a salvare le apparenze. I sorrisi delle persone forti li riconosci perché sono consapevoli di quanto la vita possa picchiare duro e forti di un giusto distacco da tutte le cose. E sono leggeri, leggeri davvero. Ecco… io, di questi sorrisi qua, voglio riempirmi il 2017.

Cose imperfette

Concludo le mie note sparse per il 2017 con un ultimo appunto. Il mio augurio per me e per tutti voi che siete arrivati fino a qua è che sia un anno pieno di cose imperfette. Imparare l’arte del lasciar andare, del rinunciare al controllo a tutti i costi, del vivere sano, libero dall’ossessione di voler essere super sotto tutti i punti di vista. Qualcuno recentemente ha detto: “cerca di essere tra i più bravi, ma non il migliore”. Liberarsi dalle ansie da prestazione, garantire le cose fatte bene, ma mantenere sempre quella pacatezza tipica di chi sa che non c’è assolutamente nulla da temere, perché in qualche modo più ci abbandoniamo e più che l’Universo sa provvedere a noi.

Impariamo a mollare le redini: è questo il mio augurio più grande per il 2017.

Buon anno a tutti.

Sono Alessandra Pistillo, consulente di comunicazione e copywriter. Attraverso l’ascolto empatico, personalizzo la comunicazione di aziende e professionisti, incentrandola sulla loro identità più autentica.

Dalle sessioni facilitate per una buona comunicazione interna, allo storytelling per i contenuti di siti e blog, ho già raccontato storie di persone a lavoro. Questi interventi di comunicazione hanno fatto bene alla reputazione delle aziende e creato per loro nuove opportunità.

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