+39 327 73.51.415   |   alessandra.pistillo@gmail.com
+39 327 73.51.415   |   alessandra.pistillo@gmail.com

Trasforma te stesso, il tuo lavoro, la società

Qualcosa sta morendo, qualcos’altro vuole nascere

Conflitti, povertà, cambiamenti climatici, terrorismo. Ma anche narcisismo digitale, violenze di genere, cyberbullismo. Il mondo è un casino e i leader mondiali soffiano sul fuoco. Divari sociali, economici e spirituali: sembra di stare sull’orlo di un precipizio, non è vero? Una sensazione percepita da tanti, a livello personale, relazionale, istituzionale e globale. Che possiamo farci? Va così. Mi guardo intorno, basita. Mentre attendo che l’astronave madre torni a prendermi, rifletto sulle cause alla radice dei problemi e, pur considerando la complessità sistemica che li produce, arrivo ad una conclusione: gran parte della partita si gioca nella mente umana.

Qual è il vero scopo per cui facciamo le cose?

Mi accorgo che, spesso, a muovere le scelte umane è soltanto la paura. Per la nostra incapacità di gestirla, finiamo col comportarci in modo distruttivo anziché inseguire il nostro potenziale più alto. Impegnati come siamo a difendere il nostro orticello, ci perdiamo l’opportunità di considerare tutto ciò che ci mette in crisi come un’ occasione per riflettere e crescere anziché come una scusa per “attaccare” o “scappare”. Ci pensi mai? Se il precipizio non esistesse, non potremmo mai sviluppare la forza per saltare dall’altra parte. Non avremmo mai modo di superare la paura; resteremmo sempre allo stesso punto, ancorati al passato, stagnanti e sterili, e non potremmo muoverci verso un futuro nuovo, diverso, magari migliore. Spesso ci scordiamo che la crisi può portarci ad evolvere: è nel rimescolamento che si genera qualcosa di nuovo. Sempre.

Lo so, discorsi “importanti”. Aspetta a dire “che palle”, però! Se hai qualche minuto libero, sei curioso e senti di trovarti in un momento di cambiamento, prova a restare 5 minuti con me e a guardare questo video (è in inglese): sto per parlarti di una teoria per il cambiamento che potrebbe interessarti: la Teoria U.

Il cambiamento che arriva dal MIT

Quando ho scoperto la Teoria U di Otto Scharmer sono rimasta davvero colpita. Finalmente le mie elucubrazioni sulla necessità di cambiare ed evolvere trovavano forma in un filone di pensiero più ampio e strutturato, che non solo è il frutto teorico di un gruppo di ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology), ma che è seguito da migliaia di persone nel mondo! Non ho avuto dubbi: troppo entusiasmo per passare oltre; dovevo approfondire, quindi ho iniziato a studiarla.

Pensare insieme il futuro che emerge

Per abbracciare il futuro bisogna rompere con i modelli improduttivi del passato. Lo diceva anche Einstein (per citarne uno a caso): non possiamo trovare nuove soluzioni fino a che continuiamo a ragionare nello stesso modo di sempre. La Teoria U suggerisce un percorso teorico e pratico ben preciso, per guidare il nostro potenziale più alto a realizzarsi nel futuro che emerge. La prima tappa di questo percorso è l’ascolto. Attraverso nuove prese di consapevolezza, possiamo realizzare chi siamo davvero e cosa siamo chiamati a creare in questo mondo, a livello individuale e anche collettivo, portando energia laddove mettiamo la nostra attenzione. Così, possiamo iniziare a concepirci come parti attive di un sistema, del quale ci scopriamo pienamente responsabili.

6 sconosciuti intorno a un problema

Raramente ci viene richiesto di fermarci e di pensare insieme a ciò che potremmo diventare. Quando però succede, rimaniamo storditi e incantati. Ho partecipato ad un mini-hub organizzato dalla professoressa, sociologa e linguista Susan George. Un giorno mi chiama e mi coinvolge in uno strano esperimento: ogni lunedì sera, io, lei e altre 4 persone sconosciute ci saremmo collegate via Skype e avremmo affrontato, uno alla volta, un problema di lavoro che riguardava direttamente ognuno di noi. A turno, avremmo dovuto rivelare a 5 sconosciuti una cosa che ci affliggeva e avremmo dovuto ascoltare i problemi degli altri.

Per esercitare la nostra capacità di ascolto generativo abbiamo seguito uno schema preciso dettato dalla Teoria U, fatto di tempi scanditi, silenzi e parole in libertà. Il rispecchiamento via Skype è stato incredibilmente produttivo, forse ancora più che dal vivo, perché con un solo sguardo riuscivamo a catturare i volti e le emozioni di tutte e 5 le persone con cui stavamo parlando. Notavamo tutto: i gesti, le movenze, i tratti del viso, le parole,  le metafore usate.

Il risultato? Ognuno di noi ha potuto apprendere 5 punti di vista diversi in merito al suo problema e ha cominciato a immaginare possibili scenari risolutivi. Questo strumento pazzesco si chiama coaching circle. Il gruppo ha presentato crepe e potenzialità, e non ha potuto fare a meno di scoprirsi unito, al punto che, finito l’esperimento, non vedevamo l’ora di incontrarci dal vivo.

Questo fa, la Teoria U: ti mette nelle condizioni di pensare insieme il futuro che emerge.

Info

Per saperne di più, guarda il sito del Presencing Institute. Il corso online “U-Lab: Transforming Business, Society, and Self” inizia ogni anno a settembre sulla piattaforma Edx e può essere seguito anche in 43 Impact Hub in giro per il mondo. Chiudo con le testimonianze dei miei compagni di U-Lab. Poi ne riparliamo; è impossibile riassumere tutte le cose che sto imparando in un unico post.

Un’esperienza molto interessante. Mi ha fatto piacere vedere come persone che non si conoscevano si siano aperte in modo così efficiente e rispettoso. Mi è sembrato che le questioni convergessero verso un punto comune, causa radice a cui riportare tutti i problemi: ovvero, tutti avevamo un desiderio di cambiamento, bloccato dalla paura per mancanza di strumenti o di supporto. Un desiderio di cambiamento che aveva a che fare con l’infrastruttura Italia e con quello che offre potenzialmente ma non esplicitamente.”

Alessandro Costa – Business consultant

Partecipare a U-LAB via Skype è stata un’ imprevista e bella opportunità. Ringrazio Susan George per avermi coinvolto e ciascuno dei membri di questa avventura. Cosa è accaduto? Col metodo ULAB ci siamo affidati gli uni alle altre. Narrare della propria vita lavorativa non è certo facile… se pensate che non ci conoscevamo tutti e che comunicavamo via Skype… eppure è nato un dialogo generativo di idee, sentimenti, strategie per provare a rendere migliore il nostro Paese, a partire dalle professioni che svolgiamo. Alla fine di ognuna delle sei sessioni, avvertivo la netta sensazione di aver ricevuto in dono da Alessandra, Alessandro, Fedele, Susan e Ugo qualcosa di nuovo, di buono, di rincuorante.

Giandiego Carastro –  Monitoratore legislativo e dottorando sul tema del dibattito pubblico per le grandi opere

 

 

Leave a Reply