And if you wish to learn to fly, you’ll need to dive deeper.

YAEL  DECKELBAUM

Ho imbrattato questa tela in un pomeriggio d’autunno. #TeoriaU

 

Dai sogni ai progetti

Suona la ricreazione, le lezioni sono finite: arriva il 2018, e con lui la determinazione di arrivare nel futuro che voglio. Il tempo dei sogni a buon prezzo è stato spazzato via; i piedi radicati a terra, quello che c’era da imparare è stato assimilato. Sperimento la presenza, mi ritrovo nel mio ventre e guardo dall’altra parte della montagna. Sto per saltare.

Dai sogni ai progetti il passo è lungo, difficile e pieno di ostacoli. Fuori e dentro di me. Imparo a incanalare la fantasia e l’ispirazione, compagne di vita, e mi destreggio con il metodo, la disciplina, la costanza. Da brava allieva di Qi Gong alle prime armi, imparo a raccogliere l’energia tra le mani, a tesserla come uno sciamano, per poi diffonderla e trasformarla in azioni tangibili.

Cado spesso. Non è facile bilanciare la forza che ti fa accogliere ciò che la vita ti mette davanti – la forza di seguire il flusso – con la creatività che ti permettere di creare, appunto, la vita che vuoi. Accoglienza e azione: se impariamo a bilanciare queste due forze siamo a buon punto. Per fare cosa? Per realizzare i nostri desideri. C’è chi vuole più soldi, chi desidera più like, e chi, invece, con una semplicità e un idealismo disarmante, vuole “solo” brindare il più spesso possibile al valore di ogni singolo giorno.

Alzo la mano: le mie chiavi per il 2018 sono 3.

1. Lavorare bene

C’è un mondo dentro la parola “bene”. Per me lavorare bene significa lavorare con impegno, professionalità e onestà, rispettando me stessa, clienti e colleghi. Significa cercare di vedere le persone che si nascondono dietro i ruoli professionali ed esercitare costantemente la mia capacità di ascolto e la mia attitudine personale empatica. Non a caso considero “Empatia e Narrazione” i miei ferri del mestiere, che cerco di adoperare al meglio sin da quando ho iniziato, nel 2013 (folgorata dall’ispirazione del libro Smarketing di Marco Geronimi Stoll).

Ma non c’è solo l’empatia. Per me lavorare bene è lavorare con autenticità; è sporcarsi le mani sul campo con la pratica; é trovare soluzioni immediate anche quando il gioco si fa duro, scendendo in campo in prima persona per rimettere la palla in gioco anche quando non sarebbe richiesto.

Soprattutto, lavorare bene è condividere con clienti e colleghi gli stessi valori e lo stesso atteggiamento verso la vita, per guardare insieme verso un obiettivo comune. Nel 2018 non si tratterà più solamente di aiutare i clienti a vedersi belli come non si sono mai visti, ma anche di ritrovare le mie stesse aspirazioni riflesse nei progetti che curerò.

2. Comunicare bene

Comunicare bene è possibile, ma è complesso. Tanto per cominciare, impariamo ad ascoltare. Facile dirlo, ma farlo davvero è un’altra cosa. Ci vuole un’intenzionalità molto forte, nonché un esercizio costante ad accogliere, per poi “restituire” nei modi e nei tempi giusti per essere recepiti.

Comunicare bene non ha niente a che fare con la perfezione, ma, anzi, con il desiderio di miglioramento costante. Ha a che fare col guardarsi allo specchio, dire “wow!” e sentire il bisogno di rinnovarsi il giorno successivo. Comunicare bene è avere fame che le cose funzionino, sia all’esterno che all’interno, per creare sempre di più e sempre meglio. Nel 2018 non si tratterà più di comunicare per sopravvivere, ma di vivere per comunicare, portando nel mondo quello che desidero davvero.

3. Vivere bene

Me ne frego dell’età adulta, che appioppa sulle spalle della gente pesanti aspettative sociali. Me ne frego delle etichette. Mi piacciono gli ibridi; non mi piace l’appartenere per forza a qualcosa, magari per apparenza. Sono ben radicata alla mia terra, ma i miei rami si espandono verso mondi lontani, che spero di visitare presto.

Vivere bene non ha nulla a che fare con la fortuna, o con ciò che ci “arriva” da fuori, perché tanto, anche se ci fa schifo, ci arriva solo ciò che ci serve ad evolvere. Vivere bene è fare una fatica immane per sostituire i primi pensieri del mattino, quando apriamo gli occhi, con un unico, immenso “grazie”. Per vivere bene, bisogna volerlo. Nel 2018 voglio esercitare la gratitudine e potenziare la volontà, rassicurando così la mia proverbiale impazienza per tutto ciò che non ho ancora creato.

Perché, per quanto mi riguarda, la cre-azione inizia ogni giorno. Inizia oggi stesso.

Auguri di cuore.

 

Holding the space. #TeoriaU

mm

Copywriter e consulente di comunicazione a Firenze. Empatia e Narrazione – Racconto la tua azienda come vorresti raccontarla tu.
Se vuoi che la comunicazione della tua azienda funzioni e ti rispecchi, scrivimi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *